Punta della Dogana: Dancing with myself

Written by on 7 aprile 2018

Con due esposizioni in simultanea, a Palazzo Grassi e a Punta della Dogana, la collezione Pinault propone una lettura particolarmente intrigante dell’arte contemporanea.

A Punta della Dogana, nell’ambito della mostra “Dancing with myself”, sono esposte un centinaio di opere della collezione Pinault che esprimono la crisi creativa nell’epoca pre-selfie. Le pareti di mattoni abbondano di artisti intenti a guardarsi le unghie dei piedi e delle mani, a mostrarsi in mutande o a far vedere i genitali. Traspare anche molta solitudine e molti occhi non vogliono incrociare altri sguardi: è ciò che fa notare il curatore della mostra Martin Bethenod.

Alighiero Boetti ha bisogno di raffreddare il suo capo rovente con un getto d’acqua. Maurizio Cattelan si sdoppia e si rimpicciolisce in un lettino che sembra quello di Biancaneve. Lo svizzero Urs Fischer ha creato un autoritratto di cera che si disfa lentamente. Prima che si sciolga del tutto bisognerà aspettare circa quattro mesi. Trascorso questo tempo non rimarrà altro che una gigantesca colata informe.

Una mostra decisamente particolare che fa vedere le controversie di un artista che sceglie di arrotolarsi su stesso, crogiolandosi nell’autocompiacimento, nella ripetizione infantile o nell’autodistruzione.


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